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Le materie · terzo capitolo

Legni, resine e polveri: quello che brucia

Legni, resine, polveri: il banco del fuoco. Makko che lega, sandalo e cedro che bruciano lenti, resine che tengono la brace. Acqua quanto basta — come si è sempre fatto — e poi le mani: bastoncino per bastoncino, arrotolato uno a uno. Le tavole degli alberi sono stampe d’epoca in pubblico dominio; makko, resine e polveri sono studi dipinti a mano, nella stessa carta del mondo.

Tavola d’epoca della Boswellia sacra: il ramo fiorito con i dettagli del fiore ingranditi
Boswellia sacra · tavola d’epoca, 1897

Olibano

Boswellia sacra · l’albero dell’incenso

Il racconto

La resina che si stacca dalla corteccia come una lacrima: è l’incenso per antonomasia, quello dei vecchi ricettari. Nel quaderno della casa sta nella famiglia delle resine, insieme a mirra, benzoino e copale: il fondo dell’impasto.

Quale olibano entra, da dove, quanto: la scheda lo dirà quando la miscela delle resine si svela.

Come diventa materia

Nella ricetta grande le resine polverizzate sono trenta parti su cento: il fondo resinoso che tiene la brace. «Non esagerare con le resine o l’incenso brucia male», nota sua sul quaderno. Le lacrime si sbriciolano al mortaio e si incontrano con le polveri, prima dell’impasto.

Tavola d’epoca del sandalo: il ramo fiorito con i dettagli del fiore e del frutto ingranditi
Santalum album · tavola d’epoca, 1897

Sandalo

Santalum album · il legno bianco profumato

Il racconto

Un legno che profuma anche da intero, senza bruciare: nei ricettari stava nei cassetti accanto alla biancheria, prima che nei turiboli. Nella casa entra come farina, per la parte profumata dell’impasto.

Quale sandalo entra davvero — rosso, bianco — e da dove: la scheda lo dirà.

Come diventa materia

Quando arriva un legno nuovo, si giudica in piccolo: venti grammi bastano a capire se il fuoco la spiega, una storia.
· 8 g di farina di legno
· 6 g di farina di sandalo con Nag Champa
· 3 g di resina polverizzata — benzoino, o una miscela di resine
· 2 g di lavanda essiccata e polverizzata
· 1 g di gomma di guar
Si lavora come la base: polveri per prime, poi il bagnare poco alla volta, l’impasto in mano, l’asciutto.
Nella Brezza marina — sabbia e sale in fondo al naso: il sandalo rosso brucia lento, la brezza solleva tutto.
· sandalo rosso — un cucchiaio
· resine miste — una spattolina trasparente
· makko — mezzo cucchiaio
· olio essenziale brezza marina — dieci gocce
· acqua quanto basta
Dodici bastoncini, arrotolati a mano.

Studio ad acquerello di un ramo di cedro con le rosette di aghi e la pigna a barilotto, accanto a un tocchetto di legno con i suoi anelli
Il ramo di cedro · acquerello

Cedro

il legno aromatico · studio ad acquerello, 2026

Il racconto

Un fiore antico che non urla: brucia piano su un letto di cedro.

Quale cedro entra, da dove, quanto: la scheda lo dirà quando la Violeta sale in bottega.

Come diventa materia

· cedro — un cucchiaio
· resine miste — mezza spattolina trasparente
· olio essenziale Violeta di Parma — cinque gocce
Acqua quanto basta, l’impasto in mano, e il rotolio uno per uno: otto bastoncini.

Studio ad acquerello della corteccia rossiccia accanto al cumulo di farina chiara, con la coppa di legno per dosare
La farina che lega · acquerello

Makko

la farina di legno di Machilus · studio ad acquerello, 2026

Il racconto

La ricetta delle proporzioni tonde, quella che insegna a mani nude. Il makko è la struttura: farina di legno dalla corteccia di Machilus, che brucia lentamente, odore delicato, lega da sé e tiene la combustione uniforme — la scelta degli artigiani giapponesi.

Nessuna: il makko è già materia del banco. La sua storia più lunga la faranno gli impasti.

Come diventa materia

· 40 g di makko
· 30 g di polvere aromatica — lavanda, rosmarino, salvia, rosa…
· 30 g di resine polverizzate — incenso, mirra, benzoino, copale — o altro vegetale aromatico
· acqua quanto basta, fino a impasto modellabile
L’essiccazione: 7-15 giorni, in luogo asciutto e ventilato. Le forme: il bastoncino senza anima, alla giapponese o tibetana; il bastoncino con anima di bambù, all’indiana; il cono. Se il makko manca, il banco conosce le alternative: polvere di olmo rosso, gomma arabica, tragacanto, o polveri fini di sandalo, cedro, faggio, pioppo.

Studio ad acquerello di lacrime di resina ambrata sul tagliere di legno, con i granuli radunati
Le lacrime sul tagliere · acquerello

Le lacrime delle resine

studi dipinti · acquerello, 2026

Il racconto

Sul tagliere, le lacrime aspettano di essere sbriciolate: benzoino, mirra, olibano, copale — la famiglia del fondo. Nei due incensi riusciti entrano come «resine miste»: mezza spattolina trasparente, misura da banco.

Quali resine, in che misura, dentro la miscela vera: la scheda non lo dice ancora. Lo dirà quando lo scrive lei.

Come diventa materia

Si sbriciolano al mortaio e vanno tra le polveri che riposano: la resina è la memoria dell’incenso, quella che tiene il profumo al fuoco — senza passare la misura, o la combustione si guasta.

Studio ad acquerello di tre ciotole di legno con polveri di colori diversi: chiara, scura e verde, col cucchiaio appoggiato
Le ciotole delle polveri · acquerello

Le polveri che riposano

studi dipinti · acquerello, 2026

Il racconto

Le ciotole del banco: botaniche finissime, resine polverizzate, il makko. Nella ricetta base, sette parti e mezzo di botaniche ogni dieci di impasto — nell’esempio suo: cannella, alloro, rosmarino. Più sono in polvere, meglio si amalgamano e bruciano.

L’impasto preciso di ogni incenso in bottega — i grammi di ognuno — non è ancora scritto in scheda.

Come diventa materia

Il punto di partenza, quello da cui passano tutti gli esperimenti.
1. Si polverizzano finissime le botaniche — nell’esempio di casa: cannella, alloro, rosmarino. Più sono fini, meglio si amalgamano e bruciano.
2. Si pesano 7,5 g di botaniche.
3. Si aggiungono 2,5 g tra resine e oli essenziali — mirra e frankincense — senza esagerare: troppe resine e l’incenso brucia male.
4. Si uniscono 3 g di makko, il legante.
5. Cinque gocce di olio essenziale — cipresso, nell’esempio di casa.
6. Si bagna con acqua, idrolato o infuso, poco alla volta, fino a un impasto che si lascia lavorare in mano.
7. Si arrotola; e come ogni impasto, si lascia asciugare.

Dai legni agli incensi, o verso le altre materie:

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